IL CASTELLO DI AGROPOLI

 

    Il castrum bizantino di Agropoli risale al VI sec. d.C. Nel 599 la sede vescovile di venne trasferita da Paestum ad Agropoli. In quel periodo il castello rimase di proprietà dei vescovi pestani e quindi di quelli di Capaccio.

    Il castello venne occupato, tra il VIII e il IX secolo, per quasi un trentennio, dai saraceni in ritirata.

    Passò successivamente alla dominazione normanna, a quella sveva e quindi a quella angioina.

    Nel 1100 venne stipulato nel castello un contratto nel quale venivano sanciti i confini tra le terre del monastero di Cava e quelle di Paestum. Nel 1116 il castello passò sotto giurisdizione laica, con tributo annuo al vescovo di 6 once d'oro.

    Dopo la morte di Corradino di Svevia il complesso difensivo passò di nuovo al vescovo di Capaccio.  

    Nel 1443 il,castello fu dato dal re Ladislao, che l'aveva precedentemente acquistato dal papa Gregorio XII, alla famiglia Sanseverino, che ne detenne il possesso fino al 1552.

    L'aspetto attuale della fortificazione risale in massima parte al periodo aragonese, durante il quale, in osservanza alle più aggiornate tecniche difensive, ai vertici del preesistente impianto triangolare furono inseriti dei torrioni cilindrici scarpati per l'intera altezza, dotati di un livello casamattato con bombardiere per il tiro radente. Il livello casamattato prosegue anche nelle Vista d'insiemecortine di collegamento tra i capisaldi difensivi.  Al livello dello spalto la fragile merlatura medievale fu sostituita da altra di più adeguato spessore (merloni) atta a proteggere i difensori collocati dietro di essa dalle schegge prodotte dall'impatto dei proiettili nemici.  Il marcato assetto difensivo assunto dalla fortificazione in questo periodo era motivato soprattutto dalla crescente minaccia turco-barbaresca (presa di Otranto nel 1480) rimanendo presente per tutto il XVI secolo e culminante con l'incursione del 1630 che vide la pesante sconfitta delle bande di predoni grazie all'eroica difesa della popolazione concentratasi proprio nel castello.

    Dal 1662 al 1806 proprietaria del castello fu la famiglia Sanfelice. Durante il decennio francese nel castello trovò alloggio una guarnigione francese con pezzi di artiglieria, protagonista peraltro di una vittoriosa resistenza, nel 1808, al tentativo di forzamento da parte di un brigantino britannico.

    Seguì un lunghissimo periodo di abbandono da cui soltanto recentemente il castello è uscito.

    Il castello è situato al culmine del centro storico di Agropoli, è si presenta tutt'oggi circondato dal fossato. Il portale d'ingresso, raggiungibile attraverso un ponte in muratura, mostra ancora lo stemma dei Sanfelice. L'accesso al castello era protetto da alcune feritoie circolari. Si Torrione aragonese  con merloniconservano  ancora i fori per l'alloggiamento delle travi del ponte levatoio. L'accesso all'interno del castello era inoltre difeso da una grata di ferro (saracinesca) di cui è possibile osservare ancora, lo spacco in alto nella volta. Quasi immediatamente dopo l'accesso, anticamente custodito da un corpo di guardia, sulla destra, attraverso una piccola porta, si accede alla galleria casamattata. E' questa senza dubbio una delle parti più interessanti dell'itinerario di visita alla fortificazione in quanto documenta in modo ineccepibile il periodo dell'architettura militare di transizione aragonese.  Percorrendo la galleria si osservano in basso a destra, in sequenza,  le postazioni difensive strombate tipicamente quattrocentesche per le bombarde anticamente poggianti su ceppi di legno. Ai lati è possibile osservare ancora tracce degli scassi per l'alloggiamento delle travi di fermo trasversali.  Lungo il corridoio, in alto, si notano invece i condotti per l'evacuazione dei fumi prodotti dallo sparo dei pezzi (fumanti).  Ripide scale interne collegano ai livelli inferiori dei torrioni circolari, provvisti originariamente di un livello difensivo con artiglierie.