IL COMPLESSO DELLA ROCCA DEI RETTORI DI BENEVENTO

 

     Dopo il 1077, con la fine della dominazione longobarda, Benevento passa sotto la dominazione pontificia, che ne deterrà il possesso fino all'unità d'Italia.   L'insofferenza della popolazione contro il dominio papale impose l'esigenza della costruzione di una fortezza, eretta a partire dal 1321, lungo il tratto orientale della murazione cittadina, in posizione adiacente al monastero di S. Maria di Porta Somma. 

Risulta del tutto evidente l'influsso pontificio nella tipologia della costruzione, siamo negli anni del soggiorno avignonese,  per cui essa, con la sua configurazione di poderosa torre a pianta quadrangolare irregolare, si discosta completamente dai contemporanei canoni fortificatori angioini, caratterizzati da impianti planimetrici con torri cilindriche scarpate ai vertici.  L'architettura della rocca è contraddistinta da monofore e bifore di stile gotico, a sottolineare la funzione residenziale oltre che militare che il complesso assolveva, e da un notevole apparato di coronamento con caditoie, per l'esercizio del principio tipicamente medievale della difesa piombante.  Assolutamente originale appare inoltre la collocazione sul livello di copertura di due torri circolari, mentre l'utilizzo, soprattutto nella parte inferiore, di materiale di spoglio proveniente da fabbriche romane, aumenta la rilevanza artistica dell'opera.

    Trasformata in carcere nel 1586, la rocca, recentemente fatta oggetto di un accurato restauro, è destinata ad assolvere in futuro funzioni museali.

 

LA MURAZIONE LONGOBARDA

     Il tracciato delle mura di Benevento, delimitante l'antico nucleo romano, con il suo sviluppo complessivo di poco meno di 3 km in buona parte ancora conservato, costituisce esempio prezioso e pressoché unico di murazione alto medievale presente oggi sul territorio regionale.  Eretta a partire dal VI secolo d.C. sulla sponda del fiume Calore e successivamente ampliata fino al VIII secolo lungo il Sabato, è contraddistinta dall'alternarsi, lungo il suo perimetro, di numerose torri a sezione circolare e quadrata. Di particolare interesse è anche la tecnica di realizzazione  delle strutture murarie che rivela in pieno le peraltro già note, scarse capacità edilizie della civiltà longobarda: ampi tratti di cortine sono caratterizzati dal diffuso utilizzo di opus incertum con il frequente inserimento di blocchi lapidei provenienti da fabbriche romane, civili e sacre, con funzione di decoro e di rinforzo.  Questa seconda funzione è particolarmente evidente nelle torri, dove il materiale di spoglio è impiegato come elemento portante negli spigoli.  Altri materiali impiegati nella realizzazione delle cortine murarie sono il tufo giallo, utilizzato in grossi blocchi parallelepipedi, i ciottoli di fiume alternati a ricorsi irregolari di laterizi ed infine la pietra calcarea in blocchi non lavorati di piccole dimensioni.

    Un ruolo preminente, nell'ambito dell'organizzazione difensiva dell'intero sistema, era svolto dalla Torre Catena, eretta in un punto strategicamente molto importante, ubicato tra i lati occidentale e meridionale, in posizione avanzata rispetto al circuito delle mura.