IL CASTELLO DI TEGGIANO
Fu edificato dai Sanseverino all'epoca di Carlo II d'Angiò (1285), contrapposto a quello di Sala, in posizione dominante la valle del Tanagro. Il luogo prescelto per l'insediamento era quello dell'antica Tegianum diventata Dianum nel IV secolo; nelle carte medioevali è sempre chiamato Diano e l'attuale toponimo risale al 1862. Il vallo di Diano costituiva una grande strada militare e grande rilevanza strategica avevano i due castelli che controllavano così l'accesso alla Lucania ed alla Calabria. Un documento del 1391 cita la resa del castello nella guerra tra gli Angioini del ramo originario e i Durazzo per la conquista del Regno di Napoli. Il castello mostra i caratteri tipici dell'architettura militare Angioina, con trasformazioni operate in epoca Aragonese, per l'adeguamento alle nuove tecniche di assedio. L'impianto planimetrico è irregolare, con torri a sezione circolare di diverso diametro ed altezza poste a ciascuno dei vertici del perimetro fortificato: tra queste spiccano il mastio dell'antica fortezza di Ladislao e la torre della Lumaca, con una scala interna con la tipica conformazione, che dalla sommità giungeva sino al piano del fosso verso la porta di soccorso. Notevole è la gran corte occidentale, verso l'ingresso principale, chiamata “cortile della cisterna” dove si trova un'antica scalinata che conduceva agli appartamenti feudali. Nel 1474 il principe di Salerno Antonello Sanseverino, fortemente ostile agli Aragonesi, ordì contro di loro la famosa congiura dei Baroni che si trasformò in un vero e proprio conflitto che infiammò tutta l'Italia meridionale. Ferdinando d'Aragona riuscì a prevalere a fatica sui ribelli, anche grazie alla trappola con cui li attirò a Castel Nuovo. Antonello riuscì sfuggire alla cattura Il feudo con il castello, devoluto alla Regia Corte, fu acquistato dal principe di Stigliano; appartenne poi a Rodriguez de Silva principe di Eboli (1567), ai Caracciolo, ai Villano, ai Colonna, ai Calà ed agli Schipani. I restauri apportati tra il 1616 ed il 1619 da Giovanni Villani marchese di Polla alterarono notevolmente il primitivo aspetto della fabbrica militare; questi lavori sono ricordati in una lapide murata lateralmente all'ingresso del castello, prospiciente il ponte levatoio. In tempi più recenti (1852 – 1859) avvenne la distruzione e la sostituzione con il corpo di fabbrica residenziale che si osserva oggi lungo il prospetto principale. Tra la prima e la seconda Guerra Mondiale il livello esterno del castello fu abbassato di circa 10
Bibliografia AA. VV., Le opere di fortificazione nel paesaggio e nel contesto urbano. Convegno Nazionale di Studi, Napoli 25-27 aprile 1969. Catalogo della mostra iconografica e fotografica Napoli – Certosa di S. Martino – 25 aprile – 8 maggio 1969, Istituto Italiano Dei Castelli, Napoli 1969. |