Il Castello di Susanna di zungoli |
Epoca: secolo XV - XVII sec. Conservazione: Discreta Apertura al pubblico: Contattare il comune al seguente indirizzo e-mail: info@comunezungoli.it Come arrivare: Napoli-Avellino in autostrada (NA-BA), uscita al casello di Grottaminarda e proseguimento lungo la S.S. 90 in direzione di Ariano Irpino. Per chi viene da Bari-Foggia in autostrada (BA-NA), uscita al casello di vallata e proseguimento per Scampitella, Anzano, Monteleone; seguire in pianta le indicazioni.
La storia Il comune di Zungoli è situato nella provincia di Avellino a 680 m s.l.m. e si estende su una superficie di 19,13 Kmq. Il comune fa parte della comunità montana dell'Ufita e presenta una popolazione di circa 1400 abitanti. Il borgo sorge su di un piccolo colle situato presso le pendici del rilievo detto “Toppo dell'Anno”. Le origini del comune sono alquanto remote ed alcune fonti le fanno risalire al periodo precedente alle invasioni saracene verificatesi tra l'829 e il 983. Lo sviluppo dell'insediamento fu, però, piuttosto graduale: il primitivo borgo si sviluppò infatti, in maniera concentrica, intorno alla fortezza di epoca normanno-sveva, nella parte più elevata dell'altura. La zona cadde prima nelle mani dei Normanni per poi passare sotto la successione di numerosi signori: la presenza normanna risalirebbe probabilmente all'Xl sec. e, indicativamente, tra il 1018 e il 1032. Fu in questo periodo che i signori normanni edificarono la suddetta fortificazione ed è da questa dominazione che si risale al toponimo del comune stesso: sovente, quando le invasioni barbariche erano frequenti, le terre acquisivano l'appellativo del proprio signore. Zungoli deve, dunque, l'origine della propria denominazione ad un Capitano normanno, detto Curolo, ovvero Giungolo o Iuncolo, che ebbe mandato secondo alcuni di edificare la rocca o di provvedere per primo alla sua occupazione. A partire dal 1240 il castello, e così il borgo, passarono, come abbiamo accennato, nelle mani di varie famiglie: in quello stesso anno il castello apparteneva a Filippo Siginolfo al quale successero Tommaso e Guerriero Siginolfo (1269). Da qui passò alla famiglia Valdemonte e a numerosi altri signori tra cui Ugone de Luca, Goffredo Iamvilla, Perrello d'Andrea, Giovanni Borgia d'Aragona e al celeberrimo capitano spagnolo Consalvo Fernandez de Cordova. Il borgo fu ereditato, nel 1515, dalla duchessa Elvira di Cordova e successivamente venduto al consigliere regio Francesco de Loffredo che lo tenne fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità.
L'architettura Il castello mostra una pianta quadrangolare e un cortile interno (Cavèdio) con quattro torri angolari cilindriche di cui ne restano oggi solo tre; la quarta torre fu abbattuta in seguito al sisma del 1456 e mai più ricostruita. L'organismo difensivo fu sottoposto, nel tempo, a numerose distruzioni e quasi completamente ricostruito per mano della committenza nobiliare aragonese. L'assetto odierno del castello è quello ottocentesco, frutto di rimaneggiamenti posteriori al 1825 che portarono alla trasformazione definitiva del manufatto in residenza gentilizia da parte dei nuovi proprietari della famiglia Susanna. La facciata dell'edificio, rivolta a nord, è caratterizzata da un portale ad arco in blocchi lapidei sovrastato da cinque balconi e da due torri laterali ( N-E e N-O ), ben conservate, a pianta circolare con basamento scarpato. Su ognuna delle due torri, di 4.50 m di diametro e 15 m di altezza, si aprono tre finestre con davanzali in pietra e cornici modanate di calcare che contrassegnano la presenza di tre piani sovrapposti. Dalla torre N-O si diparte il tratto occidentale dell'edificio caratterizzato da un avancorpo che appartiene ad una successiva fase costruttiva. Il tratto meridionale è lungo una trentina di metri ed è caratterizzato da alcune finestre e balconi così come la cortina orientale che è quella meglio conservata: l'intero edificio è composto da pietre calcaree irregolari legate da malta cementizia. La terza torre è situata nell'angolo S-E: anch'essa è a pianta circolare ma si presenta molto più massiccia rispetto alle torri N-E e N-O, con diametro di 7.20 m e altezza non superiore ai 13 m. E' inoltre caratterizzata da due finestre incorniciate da blocchetti lapidei; la copertura è quella del tipo a “pan di zucchero” allo stesso modo delle altre due torri. L'interno è caratterizzato dal cortile centrale sul quale si affacciano al piano terra alcuni ambienti di servizio mentre il piano nobile è costituito da locali residenziali: il piano superiore presenta, invece, piccoli alloggi di servizio.
Bibliografia Barra, F., Catarinella, N., Iuorio, C., Zungoli: dove l'antico è vita, Pratola Serra, 1998. Barra, F., Zungoli: guida alla storia, ai monumenti, ai percorsi, alle manifestazioni, Ariano Irpino, 2002. Caruso, V., Zungoli medioevale e moderna. Frammenti di storia, Lioni, 2001. Galasso, G., Torri e castelli in Irpinia, sd.
Informazioni utili Comune di Zungoli : tel. 0825-845037 ; www.comunezungoli.it
A cura di Daniele Ferraiuolo
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