Anacapri - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Castel dell'Ovo - Napoli
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Title
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Il Castello Barbarossa

Epoca
X - XI secolo.

Conservazione
buona.

Apertura al pubblico
Si.

Come arrivare
Da Napoli: arrivo via mare al porto di Capri, da qui linea autobus Marina Grande-Anacapri, fermata a Piazza Vittoria e da qui si prosegue a piedi, da una strada adiacente alla piazza, per il per Monte Solaro.

La storia

La sua fondazione viene prevalentemente datata tra il X e l’XI secolo. Friedlaender e Maiuri anticipano la realizzazione del nucleo originario ad una data precedente all’anno mille, citandolo come l’unica fortificazione bizantina dell’isola, mentre Ruocco, più genericamente, data la fondazione a partire dal 1528, collegandola al feudatario Girolamo Pellegrini in base ad un documento del 25 Maggio 1528 in cui si parla di una "Costrucione novi castri seu fortelicij". La datazione a prima dell’anno mille sembra avvalorata da notizie riguardanti l’assedio di Giorgio, ammiraglio di Ruggero il Normanno, del 1153. il castello fu distrutto dal pirata Kaireddin (o anche Kair-Eddin) detto Barbarossa, dal quale prese il nome. Acquistato alla fine dell’Ottocento da A. Munthe, fa oggi parte del complesso di Villa S. Michele, di proprietà dello Stato Svedese. Dal 1956 vi è stata allestita una stazione ornitologica e dal 1982 ospita il centro italo-svedese per l’osservazione degli uccelli migratori.Il WWF organizza periodicamente visite guidate al Castello di Barbarossa e passeggiate naturalistiche nei suoi dintorni, dove è presente un tipo di vegetazione resistente alla siccità e povera di esigenze nutrizionali. In primavera vi fiorisce l'euforbia, l'erica, il mirto, la ginestra, e il corbezzolo, in inverno il narciso, l'anemone, il caprifoglio. Furono piantati anche dei pini ma purtroppo essendo la zona soggetta ad incendi, molti sono andati persi.

L'architettura

La pianta è quadrangolare con una parete semicircolare. Il nucleo centrale della costruzione è costituito dai ruderi della parte più alta. Gli ambienti tuttora utilizzati corrispondono alla zona residenziale del castello: tra essi vi è anche una piccola cappella coperta a volta con abside, campaniletto a vela e sottoposta cisterna (adibita a magazzino). Un altro ambiente, sfalsato rispetto alla cappella, conserva una copertura a volta, apertura ad arco e una piccola feritoia, in parte murata. Vi è infine un vano, riadattato a servizi, coperto da un solaio in travi di ferro. Una botola sull’antistante terrazzo, lascia presupporre l’esistenza di un’altra cisterna. Come tecnica muraria è stata utilizzata la muratura a sacco in pietra locale. Le coperture sono costituite da volte estradossate e i pavimenti in maiolica, battuto e mosaico a tessere. Gli elementi di architettura militare più significativi sono costituiti dai resti di due torri, una a pianta quadrata, di età sveva, ed una a pianta circolare, di epoca angioina, con base scarpata, entrambe situate nella parte inferiore del sito fortificato. Il castello fu dotato di nuovi apprestamenti difensivi durante il decennio francese.

Bibliografia

Vitale A.(1991) - Capri e Anacapri in dodici itinerari. Napoli.
Cantone G., Fiorentino B. e Sarnella G. - Capri, La città e la terra.
Friedlaender I. (1938) - Capri. Roma.
Maiuri A. (1947) - Breviario di Capri. Padova.
Ruocco G. (1956) - Capri attraverso i suoi documenti del XVI secolo. Napoli.
Di Liello S. (2004) - Il castello Barbarossa di Anacapri. Ed. Electa, Napoli.

A cura di Antonella Grassia Marianna Cretella e Viviana D’Orazi













































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