News - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Castel dell'Ovo - Napoli
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Conferenza

Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania
Pubblicato da in Attività · 2 Dicembre 2019
Lunedì 9 dicembre, per il ciclo “Castelli a Palazzo Gravina”, presso la sala della biblioteca della facoltà di Architettura, primo piano, via Monteoliveto 3 Napoli, alle ore 16,30 conferenza della dott. Lanfranco Longobardi  su: “Le mani sulla città: abusivismo edilizio e fortificazioni a Napoli nel XVII secolo”. Sin dagli inizi del Trecento la città di Napoli era stata dotata di regolamenti edilizi per evitare l’occupazione del suolo pubblico e l’erezione di fabbricati abusivi e quindi preservare la viabilità, l’igiene, il decoro pubblico e l’integrità delle strutture urbane. Tali norme dedicavano una particolare attenzione alle aree in prossimità delle fortificazioni e prescrivevano un’altezza massima per i fabbricati e due fasce di rispetto: all’esterno delle mura, che di solito corrispondeva alla gittata massima della arma da lancio utilizzata all’epoca (balestra e successivamente gli archibugi), e all’interno, per agevolare gli spostamenti delle truppe e delle artiglierie. Ciò garantiva un’area libera intorno alle fortificazioni per poter approntare la difesa e per impedire che dagli edifici circostanti si potesse guardare all’interno delle fortezze stesse. Tale regola diveniva di problematica applicazione all’interno di contesti urbani o parzialmente urbanizzati, com’era appunto il caso della città di Napoli i cui edifici erano realizzati cavando materiale (tufo) da cavità sotterranee realizzate nello stesso territorio cittadino che potevano essere utilizzate come vie di penetrazione privilegiate per eserciti nemici o cunicoli dove collocare cariche esplosive (mine).
Pochi anni dopo il completamento del nuovo circuito murario (anni ’40 del ‘500), che aveva incluso alcune aree collinari ad occidente della città, si era riproposto il problema dell’eccessivo sviluppo edilizio delle nuove aree.  L'intervento ha lo scopo di analizzare il processo ed i fattori che permisero la progressiva smilitarizzazione delle mura e l'occupazione progressiva delle stesse e degli spazi circostanti da parte di edifici civili e religiosi ivi inclusi i rapporti anche illeciti tra figure istituzionali, imprenditori e popolazione locale.
Per gli architetti PPC iscritti all’Ordine sono riconosciuti n. 2 crediti formativi professionali



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