Castel Capuano - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Castel dell'Ovo - Napoli
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Castel dell'Ovo - Napoli
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FORTIFICAZIONI ▼ > I Castelli di Napoli
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I Castelli di Napoli - Castel Capuano                                         Visite guidate ai castelli


Nella parte antica del quartiere Vicaria, emerge l'imponente mole di Castel Capuano, sede dall'età vicereale di organi giudiziari, tra i quali il Tribunale della Vicaria con le annesse carceri. Il castello fu fatto costruire da Guglielmo I il Malo intorno al 1165, su progetto dell'architetto e scultore Buono, di cui non esistono altre notizie certe e fu una delle prime opere compiute dai normanni dopo la conquista del Ducato. La fortezza sorse al limite della pianura a occidente della città – campus neapolis – nei pressi della via che portava a Nola e dei territori nei quali durante il Ducato, si era profilata la continua minaccia longobarda. Costruito allo sbocco del decumanus maximus del tracciato ortogonale dell'antica Neapolis, Castel  Capuano sostituì una fortellezza bizantina collocata a cavallo delle  mura a difesa di porta Capuana e divenne sede della massima autorità amministrativa dello Stato. I normanni con la costruzione di Castel  Capuano e Castel dell'Ovo posero il controllo nei punti nevralgici di Napoli: l'entroterra e il mare. Sotto Guglielmo il Buono (1166-1189) il castello oltre ad essere un valido presidio militare, assunse anche carattere residenziale. Successivamente Federico II, affidò a Giovanni Pisano il compito di ampliarlo per adibirlo a sua dimora, ma con la  venuta degli angioini il castello restaurato ed ingrandito divenne residenza dei sovrani.Secondo il Vasari a quest'epoca risalirebbe la costruzione delle torri, probabilmente quelle riprodotte nella tavola  Strozzi (1540), oltre al restauro delle mura e l'abbellimento degli  interni, ma sono notizie incerte. Negli anni compresi tra la morte di Carlo I (1285) e l'avvento al trono di suo figlio (1289) si effettuarono importanti lavori nel castello, sotto la direzione dell'architetto francese Pierre de Chaule: oltre le riparazioni della fortezza, che riguardarono il ponte d'ingresso e gli appartamenti interni, fu disposta «secus via publicam» la costruzione di una grande scuderia. Durante il regno di Giovanna I si diede particolare importanza alla sistemazione del suolo; all'esterno del castello, nel vasto acquitrino, venne effettuata una sistemazione idraulica con scoline e fossati che  conferirono al paesaggio una singolare fisionomia. Con l'avvento della dinastia aragonese, ormai racchiuso nella nuova cinta muraria, il castello perse del tutto il carattere militare per trasformarsi in residenza dei sovrani, teatro di sontuosi banchetti e feste. Fu con il Viceregno spagnolo che le funzioni del castello mutarono nuovamente: infatti il viceré Pedro de Toledo ne fece sede dei Tribunali della  città, funzione che ancora oggi in parte conserva. Nel corso del '500 la fortezza fu completamente trasformata dall'architetto Ferdinando Manlio e rimodernata all'interno per accogliere le corti di giustizia e la Real Camera della Sommaria, mentre i sotterranei venivano adibiti a prigioni. In questa occasione furono abbattute le torri e le logge,  rimaneggiati gli interni e colmato il fossato conferendo al complesso  l'aspetto di costruzione civile; altri lavori di adattamento degli interni seguono tra il 1543-45. La lapide marmorea posto sotto l'aquila  bifronte di Carlo V ricorda il trasferimento dei tribunali nel 1540. Nel ‘700, ai tempi della congiura dei Macchia, il castello fu occupato dal popolo ed in parte deteriorato; Carlo di Borbone lo fece in seguito nuovamente restaurare e rimodernare. Nel periodo borbonico l'edificio fu abbellito con affreschi del Natoli e la Real Camera della Sommaria fu interamente affrescata. Durante alcuni scavi eseguiti presso le fondamenta del castello, sono stati rinvenuti frammenti di iscrizioni  lapidee e delle tombe con oggetti di epoca romana.
Nel XIX sec. Castel Capuano fu completamente restaurato sotto la direzione dell'architetto Giovanni Riegler. I lavori iniziati nel 1858  comportarono il consolidamento dell'intero edificio ed il rinnovamento della facciata principale trasformando i balconi in finestre, eliminando le arcate del pianterreno ed elevando la torre dov'era l'antica campana; sulla torre fu posto l'orologio e, nel 1861, la croce sabauda sostituì lo stemma dei Borbone. Riegler riportò tutte le finestre allo  stesso stile, diede più luce alle celle delle carceri ampliando i vani  finestra e decorò il tetto con un bel cornicione che restituiva un carattere “antico”.
Per quanto riguarda l'interno, il porticato  del cortile fu esteso su tutti e quattro i lati e fu effettuato un restauro di tipo statico degli ambienti; in quest'occasione furono distrutte gran parte delle antiche decorazioni. Nel 1858 venne affidato a Ignazio Perricci in collaborazione con il figurista Biagio Molinaro il restauro dell'ex Camera della Sommaria oggi sala della Corte d'Appello, dove si conservano tutt'ora affreschi settecenteschi. L'artista pugliese  ristrutturò la copertura e completò le decorazioni della volta con  allegorie della Giustizia. I lavori della sala attigua, la sala del  trono, furono limitati all'esecuzione degli ornati della volta. Successivamente i progetti di ristrutturazione e di adattamento del  castello furono ripresi nel 1890 ed affidati ad un Comitato tecnico formato dagli architetti Achille Sannita, Alessandro Bottassi e Federico Travaglino. I lavori eseguiti da Alessandro Bottassi sotto la supervisione di Ferdinando Savino, capo dell'Ufficio tecnico del Tribunale, furono parzialmente realizzati fino al 1894 e continuati  negli anni successivi sotto il controllo del Genio Civile.   

Testi a cura di Laura Genovese
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