Glossario - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Fortificazioni

Breve glossario di termini difensivi

Aggere - Dal latino agger. Rialzo del terreno, realizzato utilizzando materiale da riporto proveniente dallo scavo di un fossato. Era rinforzato con legname e muratura, venendo adibito spesso a protezione degli accampamenti. In altri casi era utilizzato per scopi offensivi, durante l'assedio a fortificazioni, circondandole completamente.
Antemurale - Opera leggera che precede il castello vero e proprio, realizzata in muratura, terreno o palizzata.
Artiglierie nevrobalistiche - Il termine artiglieria, (dal latino ars telorum ) fu utilizzato prima dell'apparizione delle armi da fuoco: quando apparvero le armi da getto. Alcune di queste tra cui catapulte e balestre, usavano la forza di torsione, mentre altre, ad es. mangani e trabocchi, utilizzavano la forza di gravità. Quelle utilizzanti la forza di torsione vennero definite “nevrobalistiche”. Tali macchine da getto apparvero molti secoli prima della nascita di Cristo, prevalentemente usate durante gli assedi. Costituenti il nerbo dei parchi d'assedio legionari, dopo essere state a lungo dimenticate, furono riutilizzate dopo l'anno mille (v. assedio di Gerusalemme) continuando ad essere usate anche dopo l'introduzione delle armi da fuoco, a fianco a queste, fino al XVI sec.
Balista - (dal greco bàllein, lanciare). Macchina da guerra dell'epoca romana e medievale, che lanciava dardi e proiettili da numerose libbre a distanza di un centinaio di metri. Ne esistevano diversi modelli, fissi o mobili, di varie dimensioni.
Baluardo - Opera simile al bastione, da cui differiva perché composto da terra battuta al contrario del bastione in muratura o rivestito con mattoni. Ne conseguiva, ovviamente, una solidità piuttosto modesta anche se possedeva una elevata capacità di smorzamento dei proiettili di artiglieria.
Barbacane - Costruzione avanzata, spesso staccata dalle opere difensive continue, destinata per lo più a protezione dell'estremità inferiore. Nel Basso Medioevo e durante il Rinascimento a volte il termine definiva un'opera difensiva che precedeva l'ingresso.
Barbetta - Sito della fortificazione posto alla sommità del terrapieno, occupato dai pezzi di artiglieria, protetti soltanto dal parapetto. Nell'accezione letterale del termine, perché la fiammata del pezzo faceva “la barba” allo spalto.

                                      

Basilisco - Artiglieria rinascimentale, di notevole lunghezza (oltre gli 8 m.) che sparava proiettili in pietra o ferro dal peso di circa 7 kg.
Bastione - Elemento a forma pentagonale, con due facce, due fianchi, una gola, che si innesta al congiungersi di due cortine ortogonali tra loro, al fine di realizzare il fiancheggiamento e rinforzare lo spigolo.
Beccatelli - Mensole ad andamento verticale sporgenti dal filo della torre o cortina, su cui scaricavano degli archetti entro cui si realizzavano le caditoie per l'esercizio della difesa piombante. Tutto l'insieme, così definito, comprensivo di sovrastante merlatura, veniva denominato coronamento, od anche apparato a sporgere.
Bertesca - Opera difensiva di epoca medievale, coperta, realizzata inizialmente in legno, successivamente in muratura. Sporgeva al di fuori del filo delle cortine ed era dotata di caditoie per colpire gli attaccanti. Di frequente ubicata anche sopra gli accessi alla fortificazione.
Bombarda - Termine con cui vennero chiamate le prime bocche da fuoco e rimasto in uso per alcuni secoli per alcune artiglierie. Si suddividevano in grosse, mezzane, e piccole. La definizione di bombarda sostituì quella di tormentum inizialmente attribuita alle artiglierie. Con tale termine i romani indicavano qualsiasi arma da lancio di tipo nevrobalistico.
Brandeggio - Movimento angolare che l'affusto di artiglieria sviluppa con andamento orizzontale e che è consentito da una serie di meccanismi presenti nell'affusto stesso.
Breccia - Apertura nella cortina della fortificazione procurata dall'assediante con mine od artiglierie, per penetrare all'interno della piazza e conquistarla. Nell'antichità era ottenuta con l'ariete, grazie agli esili spessori delle murature. Successivamente, nel Medioevo, furono usate le mine, quindi, soprattutto nel XVII° sec., il tiro delle artiglierie.
Buca di Lupo - Scavo di forma cilindrica abbastanza profondo terminante in basso con alcuni paletti aguzzi rivolti verso l'alto. Realizzate a gruppi, disposte in modo concentrato ed adeguatamente mimetizzate, costituivano un'ottima difesa integrativa di cui venivano dotate le fortificazioni, in posizione anteriore ad esse. Vennero introdotte per la prima volta in epoca romana, note all'epoca con il termine di lilium od anche tribolo.
Caditoia - Detta anche piombatoia, ovvero vano aperto tra i beccatelli che sostengono le merlature avanzate rivolto verso il basso per colpire verticalmente con pietre e liquidi bollenti l'attaccante che iniziava l'approccio alle mura.

                                 

Cammino di ronda - Corridoio ubicato lungo il bordo superiore della cinta muraria, provvisto di parapetto, avente funzioni di sorveglianza. Poteva essere coperto o scoperto.
Cannoniera - Apertura che protegge il pezzo di artiglieria ubicato per la difesa, può essere a cielo scoperto o in vano coperto (casamattata). Realizzata con adeguati spessori murari e, quando scoperta, costituita dallo spazio compreso tra due merloni contigui.
Caponiera - Elemento della fortificazione ideato da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV° secolo. Costruzione di altezza contenuta, esterna alle mura, defilata al tiro delle artiglierie nemiche. Era posizionata in genere nel fossato, con funzione di protezione dello stesso, nel caso di penetrazione delle forze attaccanti.
Casamatta - Ambiente difensivo della fortificazione ricavato al suo interno, originariamente realizzato alla base della scarpa esterna per battere il fossato, in seguito distribuita lungo tutto il perimetro difensivo della fortificazione, anche a livelli superiori, prevalentemente concentrata nei fianchi dei bastioni, generalmente a due ordini di fuoco sovrapposti.
Cassero - In arabo qasr, che vuol dire castello, dal latino Castrum, sinonimo di mastio. Opera che sovrastava tutto il complesso fortificato, con funzione di protezione e comando.
Cavaliere - Costruzione in terra o muratura, innalzata all'interno dei bastioni o talvolta anche lungo lo sviluppo delle cortine, a dominio e controllo delle opere sottostanti.
Colubrina - Dal latino coluber (serpente). Artiglieria del XVI secolo utilizzata sia negli assedi che nella difesa delle piazzeforti; andò a sostituire le bombarde rispetto alle quali aveva minor calibro e peso ma, al contrario, tirava proiettili di ferro invece che di pietra.
Condotto di ventilazione - Piccola apertura realizzata nell'intradosso delle casamatte o nelle gallerie di moschetteria con funzione di canalizzare l'evacuazione dei fumi tossici prodotti dallo sparo delle armi da fuoco.
Contromina - Insieme di operazioni sotterranee volte a ribattere con gli stessi mezzi gli scavi, a livello superiore, procurati dall'assediante per un attacco di mina ad un'opera fortificata. Attraverso la realizzazione di gallerie si giungeva sotto le analoghe opere scavate dall'attaccante, determinandone successivamente il crollo o l'esplosione. Nel XVI° secolo si provvedeva a dotare le nuove fortezze, durante la loro costruzione, di opere di contromina, ricavate alla base del muro di scarpa nel suo spessore (es. il Forte dell'Aquila). Celebri le opere di mina realizzate da Spagnoli e Napoletani agli inizi del XVI sec., che danneggiarono gravemente Castel dell'Ovo, ed ancor più l'apparato di contromina della cittadella di Torino (XVIII sec.) con 20 km di estensione.
Controscarpa - Parete inclinata del fossato circuente l'opera fortificata.

             

Cortina - Elemento continuo di collegamento tra gli elementi posti ai vertici del perimetro fortificato (torri, bastioni, etc.).
Elepoli - Antica macchina d'assedio mobile con struttura lignea, a più piani, fino a nove. L'altezza superiore rispetto alla fortificazione attaccata consentiva di esercitare il tiro per ammorbidire le difese sugli spalti e passare successivamente alla fase di assalto a mezzo di ponti inclinati o corvi. Ideata da Demetrio di Macedonia, detto “Poliorketes” (in greco, assediatore di città), e da lui usata durante l'assedio di Rodi (305 a.C.).
Falsabraga - Raddoppio basso esterno della castellatura alta; percorribile e merlata (si veda ad es. il Castelnuovo di Napoli) consentiva il tiro radente e protezione antimina. La falsabraga fu introdotta durante la prima fase dell'epoca di transizione.

Feritoia - Apertura praticata in genere nelle merlature, idonea a bersagliare gli assedianti, con forma diversa a seconda dell'arma di cui era previsto l'utilizzo: arciera (verticale), balestriera (orizzontale) e archibugiera (rotonda), spesso in combinazione tra loro, con strombatura verso l'interno per garantire un più efficace brandeggio dell'arma ed una maggiore angolazione di tiro.
Fossato - Largo e profondo fosso a difesa della fortificazione, segnandone il perimetro. Poteva essere acqueo o asciutto.
Fuoco greco - Composto liquido di zolfo e calce viva. Lanciato a mezzo di sifoni, si infiammava a contatto con l'acqua, provocando esplosioni. A lungo elemento vincente della flotta da guerra bizantina, fu successivamente reso idoneo ad operare sul settore terrestre attraverso una combinazione di nafta con catrame, resina, oli grassi e vegetali, oltre a metalli combustibili ridotti in polvere. Venne utilizzato contro gli Arabi durante l'assedio di Costantinopoli, nel 678. Quattro secoli dopo il segreto passò ai Saraceni, che lo utilizzarono con effetti micidiali contro i crociati a Durazzo e Damietta.
Garitta - Elemento coperto e sporgente dal vertice della fortificazione, destinato ad ospitare un uomo di vedetta; inizialmente in legno, poi in muratura a partire dal Basso Medioevo, trova la sua massima applicazione nelle fortificazioni rinascimentali e nella successiva epoca barocca.
Gola - Lato posteriore del bastione o della torre rivolto all'interno della fortificazione; aperto, serviva a garantire la massima celerità nei rifornimenti di truppe e munizioni.


Limes - Linea difensiva di epoca imperiale romana, costituita da un sistema di strade e fortificazioni permanenti, dietro la quale erano dislocati, ad una certa distanza, gli accampamenti per le truppe (grandi forti legionari). Il suo sviluppo poteva raggiungere diverse centinaia di km. I limes più importanti realizzati furono il limes germanicus e il limes britannicus.
Lunetta - Opera avanzata esterna alla fortificazione bastionata, posta al piede dello spalto, in corrispondenza delle capitali del bastione e delle mezzelune (celeberrima la lunetta d'Arcon a Mont - Dauphin dal nome del progettista Ingegnere Michaud d'Arcon).
Mangano - Macchina da guerra il cui funzionamento era basato sulla forza di gravità. Era costituito da un lungo braccio, in bilico da orecchioni metallici imperniati a loro volta su dei montanti, la cui estremità superiore terminava a forma di cucchiaia per il lancio dei proietti, mentre quella inferiore portava un contrappeso di parecchie tonnellate. L'estremità superiore veniva abbassata a terra con un torno e fissata ad un sistema a scatto; procurato successivamente lo scatto, il contrappeso scendeva imprimendo una rapida rotazione all'asta che lanciava il proietto. Oltre a grosse pietre l'arma poteva scagliare proiettili incendiari e prigionieri.
Mastio - Torre principale del castello, distinta dalle altre per le più cospicue dimensioni. Prevalentemente con funzioni di comando, costituiva in genere l'ultima linea di difesa. A tale scopo poteva essere collocato anche all'interno del perimetro difensivo, con proprio fossato.
Merlo - Parte superiore della cortina o della torre a denti, inizialmente di forma quadra per i Guelfi e a coda di rondine per i Ghibellini. A volte dotato di feritoia arciera o balestriera. Serviva da riparo ai difensori.
Merlone - Evoluzione del merlo, introdotto a partire dalla seconda metà del XV sec. quando la fragilità dei merli rispetto al tiro delle artiglierie ne determinò l'aumento di spessore e l'arrotondamento degli spigoli.

              

Mezzaluna - Opera esterna della fortificazione bastionata, con tracciato disegnato a lunetta.
Orecchione - Tratto del bastione, tra faccia e fianco. L'orecchione è caratterizzato dall'essere arrotondato e destinato a nascondere le cannoniere ubicate nel fianco ritirato.
Palizzata - Teoria di pali superiormente appuntiti infissi dritti od inclinati nel terreno, tutt'intorno ad una fortificazione, per aumentarne la difesa.
Polybolus - Antichissima macchina da guerra, probabilmente ideata dal tiranno di Siracusa Dionisio il Vecchio (IV sec. a. C.), che lanciava pietre o frecce con grande celerità. Una sorta di prima, rudimentale applicazione del principio delle armi a ripetizione.
Poliorcetica - Branca dell'arte militare che, in passato, fissava le regole per condurre gli assedi, ovvero il complesso delle operazioni svolte intorno ad una piazzaforte per arrivarne alla conquista. Nota anche come “Ossidionale”, iniziò a svilupparsi in epoca greca, traendo il nome da Demetrio I detto appunto il Poliorcete. Conobbe tutta una serie di sviluppi successivi.
Ponte Levatoio - Ponte il cui piano di calpestio era fissato con cerniere ad una delle estremità. L'altra estremità era collegata con catene o funi ad un sistema di contrappesi. Veniva sollevato in caso di pericolo.
Postierla - Uscita segreta, aperta nel muro di cinta, debitamente mimetizzata tra la vegetazione, posizionata sul fronte secondario o posteriore della fortificazione. La postiera serviva per effettuare comunicazioni per l'esterno. Era detta anche porta di soccorso.
Ridotto - In genere qualsiasi opera di fortificazione interna entro cui si radunavano (riducevano) i difensori superstiti quando ormai la linea principale di difesa sugli spalti era andata perduta e l'attaccante era penetrato dentro la fortezza. Nel ridotto si organizzava l'ultimo tentativo di resistenza.
Rivellino - Opera addizionale avanzata, anteposta e inferiore di altezza alla cortina che difende, circondata da fossato proprio. Era collegato alla piazza a mezzo di un ponte, ed aveva fondamentalmente il compito di battere i settori indifesi antistanti i bastioni e di tenere il più lontano possibile le macchine dell'assediante dal muro di cinta.
Rondella - Tipico elemento dell'epoca di transizione (XV sec.) costituito da una torre a sezione circolare ribassata, con notevoli spessori murari. Prima risposta all'aumentato effetto distruttivo delle artiglierie, la rondella fuoriusciva notevolmente dal filo delle cortine, collegandosi a queste soltanto nella estremità posteriore. Attraverso cannoniere in casamatta esercitava una notevole difesa di fiancheggiamento in sostituzione di quella piombante medievale ormai divenuta anacronistica. Celebre la Rondella d'Italia realizzata nella fortezza di Buda, di cui costituiva l'elemento difensivo più significativo, di dimensioni colossali, con i suoi circa 40 metri di diametro.


Sagro - Dall'arabo Sakron, sparviero, in rispetto all'uso di attribuire alle bocche da fuoco il nome di un animale. Artiglieria dei secc. XV e XVI, aveva calibro intermedio tra la colubrina ed il falcone, circa 12 libbre. La canna era di notevole lunghezza e lanciava palle di ferro. Era detto anche quarto di cannone.
Scarpa - Parte inferiore inclinata della fortificazione con funzione di rinforzo, con lo scopo di esercitare in maniera più efficace la difesa piombante, allontanare le torri d'assedio dell'attaccante, contrastare la minaccia delle mine sotterranee.
Scorpione - Piccola macchina da getto di epoca romana, lanciante quadrelli del peso di ½ kg fino a una distanza di 600 m. La forza propulsiva necessaria era fornita da due bracci metallici posti in tensione da una robusta fune che, una volta rilasciata, imprimeva la spinta necessaria al proiettile.
Spalto - Superficie di terreno leggermente inclinata verso il nemico, delimitante, dal lato esterno, il terrapieno situato a protezione della strada coperta. Permetteva un favorevole tiro verso chiunque ne tentava l'approccio, mentre il suo dolce pendio mitigava gli effetti dei tiri di artiglieria.
Strada coperta - Strada protetta da un terrapieno che correva davanti alle opere bastionate della fortificazione, lungo l'estremità superiore della controscarpa. Spesso era raddoppiata ad un livello inferiore da gallerie nascoste per il fuoco di moschetteria con lo scopo di colpire l'attaccante alle spalle una volta che era penetrato nel fossato.
Tenaglia - A partire dall'introduzione della fortificazione bastionata, opera esterna che serviva a proteggere la cortina, con andamento concavo rivolto verso l'attaccante. Sviluppava la sua azione di fuoco radente sia verso la campagna che nel fossato.
Testuggine - Tettoia mobile in legno, ricoperta con pelli bagnate ed argilla a protezione dei proiettili incendiari lanciati dagli assediati. Consentiva l'approccio alla base delle cortine in sufficiente sicurezza per poter azionare l'ariete.
Troniera - Apertura per il fuoco delle artiglierie. Sinonimo di cannoniera (da trono, tuono).
Ventiera - Elemento generalmente in legno, posto tra due merli, ruotante verso l'alto per consentire l'offesa. Dopo il Medioevo, usata per nascondere le cannoniere in casamatta e proteggere i serventi.

 
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