Grottolella - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Castel dell'Ovo - Napoli
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Il Castello di Grottolella

Epoca:
Secolo XI - XVII.

Conservazione
Buona.

Apertura al pubblico
Il castello è visitabile solo su gentile concessione dei proprietari.

Come arrivare
Autostrada A16 - Napoli-Bari, uscire allo svincolo di Avellino est e proseguire per la SS. 7.


La storia

Il nome Gructerola, cioè "piccola grotta", deriva dal luogo dove si trova il Castello. Ritrovamenti archeologici (resti di una Villa Rustica e tombe di epoca romana), in località Barelle, lasciano ritenere che l'origine di Grottolella sia molto antica. Grottolella sorge nella media Valle del Sabato, lungo le pendici di un colle dominato dal castello. Sviluppatosi intorno ad esso, l'abitato ha da sempre avuto una notevole importanza militare. Il nucleo urbano infatti è situato in posizione strategica, a guardia di quell'antica direttrice viaria, che attraversando la media Valle del Sabato, collegava Avellino con Benevento. La Cronaca di Falcone Beneventano ci informa che il castello (già esistente nel 1083) venne assediato e distrutto nel 1134 da Ruggiero II il Normanno. Per volere di quest'ultimo ilcastellum venne sottratto a Raone de Farneto e concesso ad Eterno de Montefusco, cui seguirono nel 1137 il figlio Guerriero e poco dopo Tancredi Incantalupo. Nel 1162 fu di Ruggiero de Farneto, mentre nel 1173 fu di Ruggiero de Crypta. Nel 1258 appartenne a Mattia de Crypta che ne riebbe la concessione da Carlo I d'Angiò nel 1262 per essersi ribellato a Manfredi di Svevia. Il feudo passò poi alla famiglia de Montjustin fino a quando, nel 1335, la regina Giovanna I lo donò ai d'Aquino. Nel 1466 il borgo fu ceduto ai Carafa, venduto nel 1596 ai de Ponte, cui seguirono i Macedonio fino all'eversione della feudalità (1806).


L'architettura

Il manufatto fu costruito su una preesistenza longobarda nella seconda metà dell'XI secolo. I numerosi rifacimenti ed ampliamenti dell'età normanno - sveva, angioina e aragonese, ed il riadattamento del 1650 in dimora gentilizia ne hanno profondamente alterato l'originario assetto. Attualmente il castello si presenta con una veste presumibilmente aragonese (XV secolo): pianta quadrangolare (29 x 24 metri) disposta sull'asse nord-ovest/sud-est, corte interna (cui si accede da un portale ad arco in pietra arenaria e decorazioni floreali), bassi corpi di fabbrica, cortina esterna in pietra calcarea scandita da finestre rettangolari e rinforzata agli angoli da quattro torrioni (tre cilindrici e uno quadrato). Sul lato meridionale si notano alcuni fabbriche ottocentesche addossate al muro perimetrale del fortilizio. L'ingresso, sul prospetto orientato a nord-ovest, è posto tra due possenti torrioni circolari, di cui quello a destra ospita al piano terra una piccola cappella gentilizia con pregevoli affreschi seicenteschi. All'angolo nord vi è una torre quasi cilindrica su base scarpata di cinque metri di diametro, alta sedici e realizzata con pietre calcaree miste a tufelli di taglio irregolare legate con abbondante malta. La torre ovest su base trono-conica scarpata, misura invece sette metri di diametro e quindici di altezza, presenta due livelli e paramento in pietrame. La torre dell'angolo sud risulta la meglio conservata, con alto basamento scarpato di cinque metri di diametro e circa dodici di altezza. Costruita con pietre calcaree miste a tufelli irregolari e malta, presenta all'interno due piani comunicanti mediante scala elicoidale. L'unica torre quadrangolare, inglobata quasi interamente nelle strutture posteriori dell'angolo sud-est, ma sporgente ancora dalla pianta con pareti esterne lievemente scarpate, è alta circa quindici metri e presenta all'interno due vani sovrapposti. Dal cortile, a pianta rettangolare (10x15 metri) e con cisterna al centro, si accede agli ambienti del pianterreno, di varie dimensioni ed uso, agli alloggi residenziali ed ai sotterranei.


Bibliografia

Galasso Giampiero - Torri e castelli in Irpinia - Atripalda 1990.


A cura di Ivan Valente

















































































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