Lettere - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Castel dell'Ovo - Napoli
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
SEZIONE CAMPANIA
Castel dell'Ovo - Napoli
Castel dell'Ovo - Napoli
SEZIONE CAMPANIA
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Onlus - Ente Morale Riconosciuto        
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
Onlus - Ente Morale Riconosciuto        
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
Title
Vai ai contenuti

Il Castello di Lettere

Epoca

X - XV secolo.

Conservazione

Discreta.

Apertura al pubblico

Si.

Come arrivare
Autostrada A3 Napoli - Salerno, uscita Castellammare di Stabia. proseguire per la Statale 366 uscita Gragnano.
L'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino.

La storia

Il castello di Lettere si erge sulla cima di una collina denominata San Nicola del Vaglio, appartenente alla catena dei monti Lattari, situata a 347 m sul livello del mare. Fu costruito per scopi difensivi dagli amalfitani nel X secolo, quando la città e l’area circostante furono assoggettate dal ducato di Amalfi. Lettere aveva infatti la funzione di controllo del lato nord est del ducato e del valico di Pino di Agerola, importante punto di accesso alla città di Amalfi. In realtà il castello di Lettere non fu il primo ad essere costruito a tale scopo, probabilmente esso fu realizzato pochi anni dopo il castello di Pino del 949, con il compito di controllare le città di Amalfi, Gragnano e Pimonte.
Il castello subì varie fasi evolutive.
Prima fase: databile al X secolo, riguardava la dominazione amalfitana durante il ducato di Mansone III ed aveva funzione esclusivamente militare.
Seconda fase: risalente all’età normanna, databile intorno agli anni dell’occupazione di Ruggero II (1131), che conquistò quei territori. I normanni apportarono modifiche strutturali al castello e realizzarono anche la costruzione della cattedrale in stile romanico, adiacente ad esso, eseguita in tufo giallo e con varie decorazioni policrome.
Terza fase: fu quella sveva, quando a Lettere vi era il maresciallo Federico II, intorno al 1260. Anche in questo periodo furono apportate alcune modifiche, come la costruzione del mastio e della torre est.
Quarta fase: risalente al periodo angioino, durante questa fase al castello viene data maggior rilievo all’aspetto difensivo che a quello ornamentale, infatti esso fu partecipe della guerra del Vespro e a quel tempo controllato da Gerberto di Hervilla, fedele militare di Carlo D’Angiò.
Quinta fase: databile al XVI secolo, periodo della dominazione aragonese, quando il castello perse la sua funzione militare per acquisire quella residenziale. E fu in quell’epoca che esso visse ancora una fase di splendore.

L'architettura

Il castello attualmente non è integro ma conserva una buona parte dei suoi elementi di costruzione e soprattutto sono evidenti le modifiche apportate durante la fase angioina.
Esso fu eretto sulla parte più elevata della cima e della costruzione iniziale si conservano: due delle tre cortine della cinta muraria di forma poligonale, un mastio e due torri che fanno da cerniera negli angoli della cinta, una quarta torre posta sulla cortina sud e una quinta torre di cui però ne rimangono solo le tracce del basamento. Durante la I fase venne costruita la parte bassa del muro di cinta con merli che ancora oggi è possibile vedere nella cortina sud. L’ingresso al castello avveniva da una porta-torre ed era controllata da arcieri. Nella successiva fase normanna si ebbe la sopraelevazione della cortina muraria con una nuova merlatura e fu costruita una porta all’interno della muratura sud, provvista in alto da ponte levatoio, quindi il precedente ingresso fu chiuso. I normanni realizzarono inoltre la cattedrale con alcune decorazioni, presenti anche sulla torre campanaria e sul muro sud di essa; una simile decorazione è stata riscontrata anche sulla cortina sud del castello, probabilmente queste si legavano alla decorazione della cattedrale. Per questo è stato ipotizzato l’esistenza di un muro tra il castello e la cattedrale: ciò spiegherebbe la presenza della piccola porta ancora oggi visibile a sud est del castello. Con la fase sveva venne eretto il mastio con numerosi elementi difensivi e la torre est, entrambi realizzati in mattoncini di tufo rosso. Durante il periodo angioino venne costruita la torre cilindrica, oggi chiamata torre del grano, posta ad ovest e vennero rafforzati le parti basamentali dei muri. È da ricordare che particolarmente in questo periodo viene evidenziata la funzione difensiva dell’ edificio. Con l’ultima fase, quella aragonese, il castello ebbe funzione residenziale, per cui le modifiche strutturali riguardarono la corte interna. Entrando in essa dall’ ingresso nord si scorgono più ambienti, di cui due voltati, forse pertinenti ad una cappella. L’area ovest è occupata dal torrione, dove al primo piano furono ricavati un lavatoio e alcune vasche. Al piano terra, oltre ad un corridoio, vi sono tre cisterne. A sud furono realizzati sette ambienti, lunghi e stretti con coperture voltate.
Dopo quest’ultimo periodo di splendore iniziò per il castello una lunga fase di declino fino al suo abbandono. Solo i restauri hanno riportato alla luce le sue importanti strutture.

Bibliografia

Galasso, G., Torri e castelli in Irpinia, sd.
Orlando-Cafazzo, G., Il Tasso in Bisaccia: difesa di Giovanbattista Manso contro critici vecchi e nuovi, Avellino, 1920.

A cura di Daniele Ferraiuolo




















































Torna ai contenuti