Lo statuto - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Istituto > Gli atti dell'Istituto

Statuto

Art. 1 - Scopi

L’Istituto Italiano dei Castelli (ONLUS) è una associazione culturale costituita con lo scopo di incoraggiare lo studio storico, archeologico e artistico dei castelli e altri monumenti fortificati, la loro salvaguardia, il loro mantenimento e inserimento nel ciclo attivo della vita moderna e di diffondere nel pubblico l’interesse per questi monumenti.
L’Istituto non ha scopo di lucro.
L’Istituto potrà altresì svolgere tutte le attività connesse al proprio scopo istituzionale, nonché tutte le attività accessorie, in quanto ad esso integrative, purché nei limiti consentiti dalla legge.

Art. 2 - Sede

L’Istituto Italiano dei Castelli ha la sua sede legale in Roma, Castel Sant’Angelo.
La sede amministrativa è stabilita dal presidente dell’Istituto presso la segreteria generale pro tempore.

Art. 3 - Soci

Soci dell’Istituto Italiano dei Castelli possono essere tutte le persone fisiche, giuridiche, e le associazioni, gli enti pubblici e gli organi dello Stato.
I soci si suddividono nelle seguenti categorie:
a) ordinari;
b) benemeriti;
c) onorari;
d) studenti.
È prevista la qualifica di socio "aderente" all’Istituto, cui possono accedere tutti coloro che intendono contribuire a specifiche iniziative dell’Istituto senza assumere diritti e doveri dei soci ordinari.
Le modalità per l’ammissione dei soci sono previste dal regolamento dell’Istituto.
Al 30 giugno di ogni anno il mancato pagamento delle quote associative dell’anno precedente e di quello in corso determina l’automatica esclusione del socio per morosità.
Le dimissioni del socio debbono essere indirizzate alla sezione di appartenenza con raccomandata con ricevuta di ricevimento entro il 30 novembre di ciascun anno.

Art. 4 - Patrimonio

Il patrimonio è costituito da:
a) beni mobili e immobili di proprietà dell’Istituto Italiano dei Castelli;
b) contributi, donazioni, lasciti, sovvenzioni da parte di persone fisiche o giuridiche pubbliche e private, elargiti con la specifica destinazione di incrementare il patrimonio;
c) eventuali eccedenze di bilancio se destinate ad incrementare il patrimonio.
Per il raggiungimento dei propri scopi l’Istituto Italiano dei Castelli dispone:
a) delle quote sociali;
b) delle oblazioni volontarie dei soci;
c) dai proventi delle iniziative promosse dall’Istituto;
d) di contributi elargiti da privati o enti.
L’esercizio finanziario dell’Istituto inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Il consiglio direttivo delibera sugli investimenti dei fondi eccedenti le normali necessità di cassa.
Il contributo associativo è intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile.

Art. 5 - Sezioni

L’Istituto Italiano dei Castelli si articola in sezioni, la cui attività è disciplinata dalle norme contenute nel regolamento.
Sono organi della sezione: l’assemblea – il consiglio – il presidente – uno o due vicepresidenti – il segretario – le delegazioni.
Il presidente della sezione ha la rappresentanza legale della sezione.
L’assemblea della sezione è costituita dai soci aventi diritto di voto.
L’assemblea ordinaria si riunisce almeno una volta all’anno (entro il mese di maggio) per esaminare ed approvare l’attività e il bilancio della sezione e per eleggere, quando occorra, il proprio consiglio.
Le sezioni rispondono della loro gestione mediante la presentazione di un rendiconto consuntivo annuale sottoscritto dal loro presidente.


Art. 6 - Organi

Sono organi dell’Istituto Italiano dei Castelli l’assemblea, il consiglio direttivo, il presidente, il consiglio scientifico, il collegio dei revisori dei conti, il collegio dei probiviri, il segretario generale, il tesoriere.

Art. 7 - Assemblea

L’Assemblea è costituita dai soci aventi diritto di voto.
Hanno diritto di voto i soci aventi almeno sei mesi di anzianità e che, secondo le norme previste dal regolamento, siano in regola con i pagamenti delle quote.
È ammesso il voto per corrispondenza.
L’assemblea ordinaria deve essere convocata una volta all’anno e ogni volta che se ne ravvisi la necessità.
L’Assemblea delibera sugli indirizzi di politica generale e sull’azione da svolgere in relazione agli scopi istituzionali, elegge il consiglio direttivo, i revisori dei conti e i probiviri. Approva i bilanci preventivo e consuntivo.
1 bilanci consuntivi e preventivi, corredati dall’obbligatoria relazione dei revisori dei conti, debbono essere inviati almeno quindici giorni prima dell’assemblea alle sezioni presso le quali potranno essere consultati dai soci, oppure pubblicati nel notiziario con l’avviso di convocazione dell’assemblea.
Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la partecipazione di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero dei votanti. Nella deliberazione di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.
L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto, sulla fusione e sull’incorporazione dell’Istituto con o ad altri enti, sullo scioglimento dell’Istituto e sulla devoluzione del patrimonio.
Per modificare lo statuto, per deliberare la fusione e l’incorporazione dell’Istituto con o ad altri enti, lo scioglimento dell’Istituto e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Il regolamento determina le modalità di convocazione delle assemblee ordinaria e straordinaria.
Le modalità per le votazioni nelle assemblee, ordinaria o straordinaria, sono stabilite di volta in volta dal presidente dell’assemblea, salvo che l’assemblea stessa determini espressamente con apposita votazione.


Art. 8 - Consiglio direttivo

Il consiglio direttivo dura in carica tre anni ed è costituito da un numero di consiglieri pari al numero delle sezioni, eletti dall’assemblea tra tutti i soci dell’Istituto, nonché dai presidenti delle sezioni, dal presidente del consiglio scientifico, dal segretario generale e dal tesoriere.
Il consiglio nomina nel suo seno il presidente dell’Istituto e i vice presidenti; nomina altresì il presidente del consiglio scientifico, il segretario generale, il tesoriere e i direttori delle pubblicazioni edite dall’Istituto.
Il consiglio direttivo è l’organo di amministrazione dell’Istituto; è investito di tutti i poteri ordinari e straordinari per il raggiungimento dei fini statutari ed approva il regolamento e le sue variazioni.
Qualora si verifichino vacanze durante il periodo di mandato dei membri del consiglio direttivo, ai posti rimasti scoperti verranno chiamati i non eletti secondo l’ordine determinato dai voti riportati e, nel caso di parità di voti, secondo l’anzianità di iscrizione all’Istituto.
Per le modalità di convocazione del consiglio direttivo e per la validità delle deliberazioni dello stesso, valgono le norme previste dal regolamento.
Il consiglio direttivo:

  • convoca le assemblee

  • delibera il programma di base dell’Istituto e vigila sulla sua attività

  • delibera gli atti di gestione ordinaria e straordinaria del patrimonio

  • formula proposte di modifiche dello statuto

  • delibera il regolamento dell’Istituto

  • determina le quote annuali per le diverse categorie di soci e la suddivisione delle quote tra le sezioni e l’Istituto tra le sezioni e la segreteria

  • determina il numero e la circoscrizione territoriale delle sezioni, vigilia sull’andamento delle stesse e delibera il loro scioglimento

  • delibera l’esclusione dei soci e lo scioglimento dei consigli sezionali

  • delibera l’assunzione di obbligazioni

  • rilascia deleghe a propri membri o terzi, nomina funzionari ed esperti

  • costituisce commissioni di studio e di ricerca e ne nomina i presidenti

  • nomina il responsabile delle relazioni pubbliche

  • approva il regolamento del consiglio scientifico.

Il consiglio direttivo è convocato dal presidente dell’Istituto o, in sua vece, da un vice presidente, almeno due volte all’anno e ogni volta sia necessario deliberare nelle materie di sua competenza, quando ne faccia richiesta almeno un quinto dei suoi membri.
Per la validità delle riunioni del consiglio direttivo è richiesta la presenza o la rappresentanza della metà dei membri.
Il consiglio direttivo delibera a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del presidente.
Il presidente dell’Istituto e il presidente del consiglio scientifico non possono essere eletti più di tre volte consecutivamente.

Art. 9 - Presidente

Il presidente dell’Istituto e i vice presidenti, eletti dal consiglio direttivo, restano in carica tre anni.
Il presidente ha la rappresentanza legale dell’Istituto, presiede il consiglio direttivo e compie tutti gli atti non riservati alla competenza dell’assemblea o del consiglio direttivo. In ipotesi di urgenza può decidere su questioni di competenza dei predetti organi, salvo ratifica da parte degli stessi.
Nello svolgimento dei propri compiti, il presidente può avvalersi di una giunta composta dai vice presidenti, dal segretario generale e dal tesoriere.
In caso di impedimento il presidente è sostituito dal vice presidente più anziano.

Art. 10 - Consiglio scientifico

Il consiglio scientifico è organo di studio responsabile delle iniziative culturali dell’Istituto.
È composto da personalità particolarmente qualificate nelle materie culturali di cui l’Istituto si occupa, elette con le modalità previste nel regolamento.
Il presidente dell’Istituto è membro di diritto del consiglio scientifico.

Art. 11 - Collegio dei revisori dei conti

I revisori dei conti, in numero di tre, oltre a due supplenti, sono eletti dall’assemblea, che può designare a tale carica anche persone estranee all’Istituto. Essi rimangono in carica per tre anni ed esercitano i compiti normalmente demandati ai sindaci delle società commerciali.

Art. 12 - Collegio dei probiviri

Il collegio dei probiviri è costituito da un presidente e da quattro membri effettivi, oltre a due supplenti, eletti dall’assemblea fra i soci e dura in carica tre anni.
Per le modalità della convocazione e la validità delle deliberazioni del collegio dei probiviri valgono le norme previste dal regolamento.


Art. 13 - Segretario generale

Il segretario generale viene eletto dal consiglio direttivo anche fra i soci non consiglieri e dura in carica fino alla scadenza del consiglio direttivo.
Egli segue gli affari di amministrazione dell’Istituto, redige i verbali dell’assemblea generale e del consiglio direttivo.


Art. 14 - Tesoriere

Il tesoriere viene eletto dal consiglio direttivo tra i soci anche non consiglieri e dura in carica fino alla scadenza dello stesso consiglio direttivo.

Art. 15 - Gratuità delle cariche

Tutte le cariche sociali dell’Istituto sono gratuite e rinnovabili nei limiti ed alle condizioni previste nel regolamento.


Art. 16 - Clausola compromissoria

Tutte le divergenze e controversie sorte nell’interno dell’Istituto saranno decise inappellabilmente dal collegio dei probiviri che renderà le sue determinazioni, sentite le parti e rispettato il principio del contraddittorio, secondo le modalità e nei termini previsti dal regolamento.
Alternativamente: È escluso il ricorso ai giudici ordinari. Gli organi ed i soci dell’Istituto che non intendono sottoporre la controversia al giudizio inappellabile dei probiviri debbono sottoporre la controversia a un collegio arbitrale, costituito da tre membri, due nominati uno per parte, il terzo nominato dai due primi arbitri o, in caso di disaccordo, dal presidente del Tribunale di Milano.
Il collegio renderà la sua determinazione con giudizio motivato, sentite le parti e rispettato il principio del contraddittorio.
Il giudizio sarà inappellabile e dovrà essere reso entro tre mesi dall’accettazione del terzo arbitro. La parte che vorrà fare ricorso al collegio arbitrale dovrà darne comunicazione, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’altra parte ed all’arbitro designato entro trenta giorni dall’insorgere della controversia.
In tale comunicazione dovranno essere indicati specificatamente i quesiti che si intendono sottoporre al collegio.

Art. 17 - Scioglimento dell'Istituto

La durata dell’Istituto Italiano dei Castelli è illimitata; lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio sono deliberati dall’assemblea secondo le modalità di cui all’art.7.
L’assemblea delibererà in ordine alla devoluzione dell’eventuale patrimonio ad altra Onlus o Ente operante in analogo settore.

Art. 18

Per quanto non previsto dal presente statuto valgono le norme del Codice Civile.

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Lo Statuto dell’Istituto Italiano ei Castelli è stato deliberato a Firenze il 1º aprile 1964 e registrato a Firenze il 6 aprile 1964.
Modifiche allo statuto sono state deliberate dalle assemblee: 3ª Roma, 14 maggio 1967; 7ª Venezia, 9 maggio 1971; 8ª Cosenza, 4 giugno 1972; 9ª Roma, 3 maggio 1973; 11ª Lecce, 31 maggio 1975; 15ª Roma, 3 giugno 1979; 17ª Milano, 11 maggio 1981; 21ª Roma, 25 maggio 1985; 23ª Genova, 2 maggio 1987; 26ª Bologna, 12 maggio 1990; Milano, 22 dicembre 1998.
(Il Nuovo Statuto ONLUS, adottato dall’assemblea straordinaria del 22.12.1998, è stato approvato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con decreto del 21.12.2000).

 
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