Conferenze, convegni e seminari - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Istituto Italiano dei Castelli
Sezione Campania
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Conferenze, convegni e seminari


Mercoledì 31 gennaio  2024 - ore 18,00
Video conferenza
Il restauro e la valorizzazione di Castel Cicala a Nola
Si terrà mercoledì 31 gennaio alle ore 18 una nuova videoconferenza dell’Istituto Italiano dei Castelli sez. Campania avente per tema il Restauro e la valorizzazione di Castel Cicala a Nola, con l’esposizione della tesi di laurea (premiata dall’Istituto Italiano dei Castelli) dei giovani architetti Michela Annunziata, Angelo Capone e Roberta Carotenuto dell’Università Federico II, relatrice la prof.ssa Renata Picone. La tesi propone un'accurata e approfondita disamina dei manufatti, con particolare attenzione alla cronologia delle strutture, alle tecniche costruttive e allo stato di conservazione, con un delicato e rispettoso progetto di restauro architettonico e paesaggistico, proponendo una vivace rivitalizzazione e fruibilità ampliata e attenta anche al tema dell'accessibilità anche a persone con ridotta mobilità.
Il castello di Nola prende il nome da una collina situata ad est dell’abitato, Cicala. Non ci sono notizie certe e precipue anteriori al periodo della denominazione longobarda. Alcune ipotesi, però, sostengono che il colle sarebbe stato sede già di un tempio pre-romano. Con il ducato di Benevento viene realizzata una primitiva fortificazione della quale non si hanno testimonianze tangibili. Nel 798 Nola è rasa al suolo dai Saraceni. Successivamente il castello subisce danni a seguito di due disastrosi terremoti. Nel 937 gli Ungheri invadono il territorio nolano dando alle fiamme l’intero agglomerato e il Castello. All’arrivo dei Normanni il castello è in condizioni diroccate, questi infatti lo ricostruiscono completamente in muratura. In epoca sveva il castello viene affidato alla famiglia dei d’Aquino che potenzia la fortificazione. Con gli angioini essa viene ammodernata ed ampliata, ma già nella successiva dominazione aragonese il castello di Cicala ha perso ormai la sua importanza militare. Nel 1601 il Castello ritenuto inutile non compare nell’elenco delle “castella e fortezze di presidio” in più il borgo risulta completamente spopolato. Il complesso difensivo, a parte alcuni ambienti recuperati, si presenta oggi in buona parte sotto forma di rudere, completamente abbandonato all’incuria e all’incedere del tempo.
Per partecipare inviare una e mail a castellicampania@virgilio.it e saranno trasmesse le credenziali di accesso. L’evento è completamente gratuito.

Venerdì 27 ottobre  2023 - ore 18,30
Video conferenza
“Un demanio di genti d’arme. L’esercito di Ferrante d’Aragona e la guerra d’Otranto”
Interverrà: Leo Donnarumma
Alla fine di Luglio del 1480, una potente armata guidata dal generale Turco Gedik Ahmet Pascià sbarcò in sud Italia, nei pressi della città di Otranto. Durante l’assedio, la furia degli ottomani fu scatenata a seguito dell’uccisione degli ambasciatori turchi, inviati dal generale a trattare la resa della città. L’esercito ottomano, composto da professionisti e non provenienti dal Medio Oriente, dovette affrontare una delle armate più specializzate della Penisola, quella regnicola, appunto. Grazie ad alcune recenti studi condotti da Francesco Storti, è ora possibile illuminare di nuova luce l’esercito napoletano, riformato nel 1464 dal re Ferdinando I d’Aragona, comprendeva combattenti provenienti da ogni parte d’Europa, che seppero dimostrare la propria versatilità nell’affrontare le tattiche di guerra ottomane. Nella conferenza si tratterà della riforma dell’esercito di Ferrante, che trasformò l’esercito feudale in uno “demaniale”, a diretta dipendenza del sovrano, dell’organizzazione dell’esercito e della specializzazione militare ed etnica che traspare dalle recenti ricerche condotte dal relatore.
Per partecipare inviare una e mail a castellicampania@virgilio.it e saranno trasmesse le credenziali di accesso. L’evento è gratuito.


Martedì 11 aprile  2023 - ore 18
Video conferenza
La fabbrica del Castello Carlo V di Lecce (1544-1545)
Interverrà: Lorenza Vantaggiato
È con l’Imperatore Carlo V che, a partire dal 1537, avviene la trasformazione del preesistente castello medievale di Lecce in forma di un forte quadrilatero bastionato,  con il completamento dei lavori probabilmente già nel 1553, anno di morte del vicerè Pietro de Toledo, il cui stemma campeggia al centro della volta della Sala Maria d’Enghien. Solo con l’Imperatore Carlo V il Castello diventa emblema della grandezza imperiale e luogo di difesa contro gli attacchi nemici. Fu così che il castello di Lecce venne munito, insieme alla città, di nuove opere difensive che rispondevano alle rinnovate esigenze belliche. L’edificio subì una consistente ristrutturazione degli ambienti che costituiscono il nucleo interno medievale, con un ampliamento delle sue dimensioni derivante dalla messa in opera di un’imponente cortina muraria che andava a collegarsi a quattro possenti bastioni: della S. Trinità e di S. Croce sul lato verso la città, di S. Martino e di S. Giacomo verso l’esterno. Il castello è oggi sede di manifestazioni culturali.
Per partecipare inviare una e mail a  castellicampania@virgilio.it e saranno fornite le credenziali di accesso. L’evento è gratuito.

Lunedì 20 febbraio 2023 - Ore 18,00
Video conferenza
Tra archeologia e paesaggio. Il restauro del castello di Melito Irpino
Interverrà: Raffaella Ferragamo
Il borgo abbandonato di Melito Irpino (AV), dominato dalla mole del suo castello che si erge sulla roccia e che sovrasta la sottostante valle, diventa tema del lavoro di tesi per i due valori di cui è portatore, quello storico e quello paesaggistico.
L’approfondire l’evoluzione del castello e la volontà di riportare alla luce come reperti archeologici le tracce delle abitazioni del borgo e la presenza dominante della natura,   ha permesso di definire le nuove funzioni, i collegamenti, gli interventi e le strategie di interventi tali da essere ben incluse nel contesto e compatibili con la materia antica.
La definizione del progetto ha permesso di pensare, laddove indispensabili, all’integrazione di nuove strutture e ha portato alla definizione dei necessari interventi di consolidamento. Nel tentativo di rispettare la profonda dualità sussistente tra archeologia e natura riconoscibile nel borgo, questo è stato ripensato come parco archeologico, in grado di raccontare la storia passata dell’intero sito; mentre al castello, attentamente restaurato, è stato affidato il compito di valorizzare, attraverso le sue sale, le specificità del territorio rurale contemporaneo con un’attenzione particolare ai prodotti enogastronomici.
Per partecipare inviare una e mail a castellicampania@virgilio.it e saranno inviate le credenziali di accesso


Lunedì 30 Gennaio 2023 - Ore 18,00
Video conferenza
Tra le bombe e le rocce. La difesa costiera del litorale napoletano durante la Seconda Guerra Mondiale
Interverrà: Salvatore de Chiara
La rilevanza strategica della città di Napoli e del suo porto posero, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, l’urgenza della difesa delle coste settentrionali della Campania dalle azioni navali, dall’offesa aerea e dalla minaccia di sbarco anfibio. Approntate in gran fretta soltanto dopo l’inizio delle ostilità, le fortificazioni coprirono, oltre all’area metropolitana del capoluogo, una vasta area del litorale domitio e di quello flegreo, entro un sistema difensivo che inglobava anche le isole del golfo di Napoli e si estendeva nell’immediato entroterra.  Le opere difensive furono concepite per l’utilizzo di artiglieria ed il ricovero di truppe d’arresto, sia con la costruzione ex novo di strutture in cemento corazzato sia con il riadattamento delle numerose cavità rocciose naturali o di strutture in muratura già esistenti, in taluni casi, anche di interesse archeologico. I lavori svolti in occasione della realizzazione degli apprestamenti difensivi, in taluni casi, hanno lasciato tracce profonde nella successiva morfologia dei luoghi, come nel caso dell’isola di Procida, le cui attuali arterie di collegamento alla collina del Cottimo sono state realizzate nel periodo bellico per l’installazione delle batterie costiere. In buona parte tali strutture sono ancora visibili ma quasi tutte in pessime condizioni, pur rappresentando testimonianza visibile del periodo bellico sul territorio campano.
Info inviare una e mail a castellicampania@virgilio.it e saranno inviate le credenziali di accesso.

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