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Nomenclatura Castellana - Istituto Italiano dei Castelli della Campania Ultima versione

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ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
Castel dell'Ovo - Napoli
SEZIONE CAMPANIA
Onlus - Ente Morale Riconosciuto           
Fondato da Piero Gazzola nel 1964
Associato a Europa Nostra
Personalità Giuridica D.P.R. 31.01.1991
Nomenclatura Castellana
Terminologia e significato: esplorando il linguaggio dei Castelli
La «Nomenclatura castellana» che viene qui di seguito presentata è stata pubblicata su “Cronache castellane” n° 120 del marzo 1995 (Organo dell’Istituto Italiano dei Castelli), ripresa dalla nomenclatura pubblicata dalla Sezione Toscana dello stesso Istituto a cura di Domenico Taddei, già ripresa dall’esperienza di Caciagli (1979), e dell’ Hogg (1982), e integrata nella pubblicazione Castella n° 43 del 1993, curata da Flavio Conti per la Sezione Lombardia. Per una più completa integrazione si tenga conto del “Glossaire” di Leonardo Villena (1975), del glossario di Carlo Palloni (1991), e del “Glossario minimo” di Antonio Cassi Ramelli in: “Dalle caverne ai rifugi blindati” (1964), ampliata e corretta in alcune voci da Massimiliano Righini nel 2016.
A B C D F G I L M N O P Q R S T U V Z
Abbattuta
Ostacolo costituito da alberi rovesciati per intralciare la marcia del nemico.  Se ne formavano varie file, in maniera da impedire che l'eventuale incendio della prima potesse distruggere l'intero impianto.  In alcuni casi, per maggiore efficacia, i tronchi degli alberi si legavano a fasci.
Particolare dispositivo a carattere provvisorio per la sosta dei reparti.  Anche per questo si adottano tuttavia specifici accorgimenti di sicurezza e di difesa.  V. aggere.
Accantonamento
Dispositivo, a carattere semipermanente, per riparare reparti in sosta.  V. acquartieramento.
Acquartieramento
Dispositivo a carattere permanente per l'alloggiamento delle truppe.
Affusto
L'insieme di un telaio appositamente congegnato per sostenere artiglierie.  A seconda del loro impiego, sono mobili o fissi; si distinguono in: a. d'assedio, (mobili), a. di difesa, a. da piazza, a. da costa, a. da campagna, a. da montagna.
'Aggere
Rialzo in terra, muro o pietrame eretto a difesa di accampamenti in epoca romana.
Aggetto
Termine architettonico per indicare genericamente una sporgenza. là proprio di cornici o bozze che sporgono in fuori dalla linea di un muro.  In a. venne costruita la merlatura per ottenere una maggiore efficacia nella difesa piombante.
Alone
Opera di fortificazione, a quattro lati, posta davanti alle facce dei bastioni o dei rivellini.  Esistevano grandi aloni e piccoli aloni.
Altaleno
Antica macchina d'assalto a bilanciere.  Per essa oltre che grossi proiettili, si lanciavano soldati al di sopra delle mura o delle torri.  V. tollenone )
Andirivieni
Particolare accorgimento che veniva adottato per le strade coperte o a cielo aperto, in maniera da aumentarne il tracciato da tenere sotto tiro.
Angolo morto
Zona dietro un ostacolo defilata a qualsiasi proiettile.
Antemurale
Opera leggera, costruita con i più vari materiali (muro, abbattute, terra) e mezzi, come primo ostacolo davanti alla linea di difesa.
Antifosso
Fosso antistante il fossato principale, per raddoppiarne l'efficacia difensiva.
Antiporta
Accorgimento escogitato per difendere ulteriormente la porta del castello o della città.
Feritoia adatta ad effettuare tiri con armi da fuoco portatili e con armi da fuoco collettive di piccolo calibro.
Archibugio
Varietà di arma da fuoco lunga, per uso militare, in dotazione a truppe appiedate o a cavallo (archibusieri).  L’A. divenne l’arma più comune in uso agli eserciti tra la fine del XVI sec. e la metà del XVII sec., unitamente allo “schioppo” di lunghezza inferiore. Il significato del termine fu esteso impropriamente, nella terminologia corrente e nella letteratura, a tutte le armi da fuoco portatili. L’A. fu dotato nel tempo di numerosi sistemi di innesco e di accensione: a miccia, a ruota, a focile. Vi furono A. portatili, a crocco e da posta e furono utilizzati per la guerra, la caccia, l’ordine pubblico e il tiro a segno.
Architettura militare
Particolare branca della architettura intesa come scienza delle fortificazioni.
Arciera
Feritoia verticale per consentire il tiro con l'arco.
Arco
Antico strumento militare, atto a scagliare frecce.  Consisteva in un pezzo di legno che, curvato a forza, per una corda tesa fra le sue estremità, poteva scagliare una freccia, nel suo rapido e violento ritorno alle condizioni iniziali.
Arco-archetto
Elemento architettonico, particolarmente consueto tra le mensole della merlatura in aggetto, ma anche per l'aggettatura del camminamento di ronda.
Ariete
Antico strumento d'urto costituito da un grosso trave con testa rinforzata, per sfondare portali o per-sbrecciare muri. Prese anche nome di montone o gatto quando venne usato a bilanciere o con elementi scorrenti su rulli a cannocchiale, entro un castello mobile.
Arma bianca
Arma atta ad offendere per mezzo dell’impiego, a contatto diretto con l’avversario, delle sue componenti: lama, “ferro”, cuspide, rebbio. L’A.b. può essere di varie tipologie: da taglio, da stocco, da botta, in asta, immanicata. Tra le tipologie più diffuse: la spada, lo stocco, la storta, il pugnale, la daga, la mazza, il martello d’arme, l’alabarda e il roncone.
Arma da corda
Strumento atto ad offendere per mezzo di una freccia, dardo o saetta, che viene lanciato per mezzo della tensione di un arco o di due semi archi a torsione. L’A.d.c. può essere: portatile, fissa, leggera, pesate, ad utilizzo singolo o collettivo. Tra le più diffuse: l’arco, la balestra e la balista.
Arma da fuoco
Ordigno atto ad offendere per mezzo di un proiettile che viene lanciato, da una o più canne, per mezzo del gas prodotto dalla combustione di polvere da sparo. Comparve in Europa all’inizio del XIV sec. L’A.d.f. può essere: portatile, fissa, leggera, pesate, ad utilizzo singolo o collettivo.
Armi in asta
Armi in uso alle fanterie  caratterizzate da “ferri” di varie fogge inastati su aste di legno. Tra le più comuni: l’alabarda, il roncone, la partigiana, la corsesca, la picca e lo spiedo.
Arpione
Applicato all'estremità di una corda, costituiva un espediente di lancio per la scalata individuale di torri o muraglie.
Arsenale
Officine nelle quali si apprestano le navi, ma anche artiglierie.
Artiglieria
Insieme delle armi da fuoco collettive a tensione, a torsione, a contrappeso e a polvere da sparo. Le prime tre tipologie i riferiscono ad armi collettive atte a scagliare varie tipologie di proietti in contesti campali e ossidionali. Tra le più diffuse: trabucco, mangano, onagro, balista, trabucco e catapulta. Le A. a polvere, comparse in Europa all’inizio del XIV sec., si contraddistinguono per tipologie, per calibri, e per caratteristiche di impiego. Tra le più diffuse: bombarda, mortaio, obice, cannone, falconetto e colubrina.
Azione militare di attacco contro un nemico in difensiva (dentro un castello, una terra murata, una città hastionata o una linea di difesa).
Attacco a parallele
Sistema di attacco contro difese fortificate, ideato al Vauban.
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