Storia delle fortificazioni - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Storia delle fortificazioni
Storia delle fortificazioni della Campania

I castelli della Campania si differenziano notevolmente dalle fortificazioni delle altre regioni italiane e trovano anologie solo in quelli della Calabria, della Lucanie e del Molise, dove si nota una simile topologia e si ritiene che i loro caratteri peculiari siano dovutri al lungo periodo del potere centrale unificato che, a partire dall'epoca dei re normanni (XII secolo), determinò l'amministrazione e, quindi, anche una supervisione nella costruzione e nel restauro di tutte le opere fortificate dell'Italia meridionale; solo la Puglia si differenzia a causa del programma difensivo attuato da Federico II sulla costa adriatica.
I castelli di Napoli

Oggi, attraverso la lettura di queste strutture fortificate spesso imponenti, possiamo comprendere il grado di avanzamento tecnologico raggiunto in una certa epoca da un determinato popolo, e quindi acquisire preziose informazioni per meglio ricostruire la storia di una civiltà e l'evoluzione del territorio. Un patrimonio vastissimo, che comprende circa un migliaio di architetture difensive (sono circa 20.000 in tutt'Italia), dalle cinte urbiche fortificate di età classica, agli insediamenti altomedievali, alle rocche e castelli tipiche espressioni dell'epoca medievale, ai castelli - residenza del Rinascimento, ai forti vicereali spagnoli, alle innumerevoli torri di avvistamento e difesa, fino alle costruzioni rurali fortificate. Alcuni manufatti oggi si presentano sostanzialmente in buone condizioni, privi di significative alterazioni, adeguatamente protetti e in fase di valorizzazione. Alcuni altri si mostrano trasformati, spesso stravolti, a causa di pesanti adattamenti a nuove esigenze abitative.
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